Chi sono
La mia relazione con la fotografia è nata un po’ per caso e un po’ per eredità.
L’imprinting è certamente avvenuto a casa dei miei nonni paterni, dove le fotografie venivano conservate dentro una grossa e pesante scatola di latta. Mio nonno era un appassionato fotografo amatoriale e ha raccontato circa 50 anni della nostra storia familiare, con una vecchia macchina analogica.
Sin da piccolissima, osservare quelle fotografie era una delle mie attività preferite.
Grazie a questa eredità e a una serie di altri fortuiti e specialissimi incontri, ho deciso di avvicinarmi al mondo dell’immagine.
Nel 2015 mi sono laureata all’ École Nationale Supèrieure de la Photographie di Arles, in Francia, e da allora ho ostinatamente deciso che la fotografia sarebbe stata il mio mestiere.
La mia filosofia
Per me la fotografia, come ogni gesto artistico, è un atto curativo che mi connette all’essenza di ciò che mi circonda, mi àncora alla realtà del qui.
Attraverso la fotografia ho scoperto il mondo e le persone.
La macchina fotografica mi ha permesso di osservarle e vederle come non ero mai riuscita a fare.
La fotografia è anche uno strumento di ascolto e di connessione, un modo per restituire a chi incontro e ai luoghi che attraverso, una visione sensibile che li rispetti e che li possa raccontare.
Nel mio lavoro cerco di creare uno spazio in cui i dettagli, i volti, i paesaggi possano svelarsi.
Come se l’immagine fosse una finestra aperta su un mondo che si mostra senza pudore, perché svincolato dal giudizio e dunque libero.
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